Ho dei rituali. Esatti.
Ossia faccio alcune cose sempre allo stesso modo.
Alcuni da sempre, altri da molto tempo, altri ancora da ben poco, e restano quelli che ho in mente di inaugurare ma chissà se poi non è che.
5 biscotti ripieni di confettura di mela per colazione. La bevanda è per forza thè. Il latte non posso più.
Il caffè lo bevo solo se lo zucchero sciolto dentro proviene da una bustina aperta strappando con un unico gesto, ed interamente, uno dei due lati corti. Altrimenti cambio bustina. Se sono cucchiaini di zucchero sono sempre due e mezzo. ze zono zollette è una, ma appoggiata sul cucchiaino finchè non si impregna di caffè, e, arrendendosi al liquido, si frantuma in mille cristalli a precipitare nel baratro oscuro del liquido sud-americano.
A pranzo il tovagliolo lo piego sulle ginocchia sempre allo stesso modo. Prima lo stendo, e piego il lato più vicino al corpo fino a raggiungere la metà del tovagliolo. O così, o niente tovagliolo.
Se riesco metto nel piatto una pietanza alla volta. Se non è possibile ho la reale necessità di tenere separati i diversi cibi.
Quando lo vedo, il primo bacio che do a S. è come quello dei bambini, premuto, schiacciato, intrappolato, quasi a far male ai denti. Gli occhi stretti, senza far passare un filo di luce.
Ho due modi per abbracciare le persone. Il primo: braccio destro in alto, quasi ad accarezzare la nuca di chi abbraccio, e il braccio sinistro incastrato tra il suo busto ed il suo braccio destro. Appoggio la testa sulla sua spalla destra. Perchè è l'abbraccio più sicuro. Puoi anche lascirati andare, svenire, cadere, in un abbraccio così. Questo però è solo per le persone speciali.
Il secondo, è semplice. infilo le mie braccia sotto le braccia altrui. Come fossero dei ganci. Questo lo uso solo con chi ha bisogno di sentirsi qualcuno vicino. E' l'abbraccio che ti tiene in piedi. Questo è il suo nome "titieneinpiedi".
(esiste anche un terzo abbraccio. Ma è per una sola persona. Ed è un lasciarsi abbracciare. Perchè, a tutti gli effetti, mi rannicchio come un bimbo nella sua culla, testa girata a destra a farmi coccolare).
Giro le pagine accarezzandole, esattamente come faceva la mia maestra alle elementari. Ho imparato quel gesto in quinta elementare. Mano aperta, dita larghe. Solo pollice e indice che scivolano ad accarezzare la carta, sentirne lo spessore, in un modo che solo un ballerino potrebbe coglierne l'armonia.
Fotografo le lettere che risesco a scrivere perfette. In tutta la mia vita mi è riuscito quattro volte, di lasciare segni d'inchiostro perfetti. Una "E" maiuscola, una "A"minuscola e due "S", che per me non variano tra S ed s.
Resto interi minuti a guardare come le mie mani cambiano atteggiamento dopo aver laccato le unghie. Vanità di vanità.
Disolgo lo sguardo dalle mascelle inferiori sporgenti.
Per addormentarmi devo incrociare i piedi. Il destro sotto.
Non bacio nessuno appena sveglia.
Non pettino mai i capelli. Ma me li lascio pettinare quando sono molto stanca. Per addormentarmi.
Chiedo scusa. Praticamente sempre. Meglio una volta in più che una in meno.
Annuso tutti i libri che mi capitano tra le mani.
Se regalo un libro, scrivo la dedica sulla prima pagina bianca.
Se mi viene regalato un libro senza dedica, lo metto a decantare un mese sulla mia mensola. Senza dedica è regalato tanto per.
Sono i gesti. Esatti. Precisi. E quello che si portano addosso. Ricordi. Significati. Pensieri. Sopratutto Motivi.
E' la mia musica.
C'è chi ha il ritmo delle note, chi lo scandire della metrica delle parole, chi la velocità dei passi, alcuni l'intendità della voce. Io ho gesti. E il peso che hanno.
Stupirsi di tutto.
Ho perso una rosa. Anzi, da sola si è persa la mia rosa. Torno ad essere una volpe selvaggia.
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giovedì 1 marzo 2012
giovedì 5 gennaio 2012
legger-mente
Ci ha stancato come si presenta questa blog di inutilità. Quindi sappiate che prestissimo (più tardi di quanto possiate immaginare) avrete una piacevole sorpresa oculare.
Oggi ci si dà alla critica eh! Mi raccomando! State attenti che domani interrogo!
Allooooora.... A Natale la Nonnina di S., la classica nonna dal punto di vista manuale, ma la meno classica dal punto di vista della parola (raro esemplare di Nonna Bestemmiatrice, ed in quanto anticonformista uno dei miei idoli!) mi regalò, oltre ad una confortevole e chilometrica sciarpa, il libro di un super posh senza licenza:
Un libro che parte in quarta e che davvero non puoi smettere di leggere, se hai un minimo di globuli inglesi nelle vene!
Un libro che parla delle curiosità circa i Nobili Inglesi! UAU! Come puoi anche solo pensare di accantonarlo prima di averlo finito!
Cap. 1 2 3 4 e rallenti. 5 6 7 e ti fermi.
Una noia mortale. Un fastidio indicibbbile! Se dovevo andarmi a controllare tutti i bilanci, le proprietà catastali di sti inglesi andavo a fare economia, non lingue! Non puoi farmi 2 capitoli di numeri, di sterline su sterline! sennò mi facevo regalare il sole 24 ore e non un libro!
Insomma, questo testo finirà sotto a Mr. Gwyn, che non trovo il coraggio di leggere, perchè vorrebbe dire il creare un'orribile piega sulla copertina di una tale opera d'arte del mio benemerito Baricco.
Consigli per gli acquisti: The Pompadur al garofano e cannella. Spacca!
Ho pure scoperto che esiste il latte liofilizzato. Non che mi importi eccessivamente vista la mia intolleranza alle secrezioni ghiandolari bovine ed ovine ma comunque ficho! Con un sacchettino grande quando il mensile dei testimoni di Geova, ti escono quasi 2 litri di latte!!
Fine della pubblicità!
Oggi ci si dà alla critica eh! Mi raccomando! State attenti che domani interrogo!
Allooooora.... A Natale la Nonnina di S., la classica nonna dal punto di vista manuale, ma la meno classica dal punto di vista della parola (raro esemplare di Nonna Bestemmiatrice, ed in quanto anticonformista uno dei miei idoli!) mi regalò, oltre ad una confortevole e chilometrica sciarpa, il libro di un super posh senza licenza:
Un libro che parte in quarta e che davvero non puoi smettere di leggere, se hai un minimo di globuli inglesi nelle vene!
Un libro che parla delle curiosità circa i Nobili Inglesi! UAU! Come puoi anche solo pensare di accantonarlo prima di averlo finito!
Cap. 1 2 3 4 e rallenti. 5 6 7 e ti fermi.
Una noia mortale. Un fastidio indicibbbile! Se dovevo andarmi a controllare tutti i bilanci, le proprietà catastali di sti inglesi andavo a fare economia, non lingue! Non puoi farmi 2 capitoli di numeri, di sterline su sterline! sennò mi facevo regalare il sole 24 ore e non un libro!
Insomma, questo testo finirà sotto a Mr. Gwyn, che non trovo il coraggio di leggere, perchè vorrebbe dire il creare un'orribile piega sulla copertina di una tale opera d'arte del mio benemerito Baricco.
Consigli per gli acquisti: The Pompadur al garofano e cannella. Spacca!
Ho pure scoperto che esiste il latte liofilizzato. Non che mi importi eccessivamente vista la mia intolleranza alle secrezioni ghiandolari bovine ed ovine ma comunque ficho! Con un sacchettino grande quando il mensile dei testimoni di Geova, ti escono quasi 2 litri di latte!!
Fine della pubblicità!
venerdì 14 gennaio 2011
Chissà...
Metto il cervello in pausa per raccontarvi una piccola storia.
C'è un uomo, qui nel Paesello, che non ha nome. o forse ce l'ha ma io non so qual'è.
All'apparenza un uomo qualsiasi, con una camminata qualsiasi, con dei vestiti qualsiasi. Del resto, anche il Paesello è un paese qualsiasi.
Beh, il nodo centrale di questa storia è che quest'uomo gira, anzi, si aggira, per tutto il paesello apparentemente senza fermarsi mai. Te lo ritrovi dietro le spalle mentre fai attività con i ragazzi, oppure lo scorgi tra gli scaffali del supermercato, o magari alzi gli occhi in biblioteca e te lo ritrovi li, a guardare la gioventù studiosa.
Non fa del male a nessuno, non parla mai. Lui cammina e guarda. Basta.
Mi ha sempre inquietato un pò questo suo fare. Quando meno te lo aspetti pianta i suoi occhi azzurri nei tuoi e ti sale un brividino. Poi lui abbassa i suoi, si gira e se ne va.
Alto poco più di me, magro, pochi capelli bianchi a incorniciare un viso magro e gioviale, non giovane, ma neppure vecchio.
E' un uomo semplice. Anche oggi è qui in biblioteca, come ogni giorno alla stessa ora.
Apre un libro e lo sfoglia.
E oggi mi ha colpito.
Ricevo una telefonata, devo uscire in fretta dalla parte "silenzio" della biblioteca. Lo scorgo tra gli scaffali, semi seduto a terra a guardare un libro di immagini. (quante cose si possono vedere in un secondo!!!).
Chiudo la telefonata e rientro. Ripasso tra gli scaffali e lui è ancora li. Guardo l'immagine. La fisso nella mente per poterla analizzare una volta seduta.
E ne ottengo la perfetta immagine di un bambino. Un bravo bambino, silnzioso, pulito ed educato che sfoglia un libro di immagini, semi seduto a terra, per stare più comodo. Solo con i capelli bianchi.
Mi rimetto a studiare e dopo un attimo lui è li, in piedi. A guardare noi, qui che studiamo. Solo che oggi lui guarda in un modo diverso.
I suoi occhi cercano.
Poi si piantano nei miei. Brividino. Lui sbatte un paio di volte le palpebre, sorride, ma come se tra i suoi pensieri fosse nata una battuta scherosa. Abbassa gli occhi e se ne va.
Chissà chi è.... Forse Danny Boodman T.D. Lemon Novecento
alla fine, da quella nave, ci è sceso.
C'è un uomo, qui nel Paesello, che non ha nome. o forse ce l'ha ma io non so qual'è.
All'apparenza un uomo qualsiasi, con una camminata qualsiasi, con dei vestiti qualsiasi. Del resto, anche il Paesello è un paese qualsiasi.
Beh, il nodo centrale di questa storia è che quest'uomo gira, anzi, si aggira, per tutto il paesello apparentemente senza fermarsi mai. Te lo ritrovi dietro le spalle mentre fai attività con i ragazzi, oppure lo scorgi tra gli scaffali del supermercato, o magari alzi gli occhi in biblioteca e te lo ritrovi li, a guardare la gioventù studiosa.
Non fa del male a nessuno, non parla mai. Lui cammina e guarda. Basta.
Mi ha sempre inquietato un pò questo suo fare. Quando meno te lo aspetti pianta i suoi occhi azzurri nei tuoi e ti sale un brividino. Poi lui abbassa i suoi, si gira e se ne va.
Alto poco più di me, magro, pochi capelli bianchi a incorniciare un viso magro e gioviale, non giovane, ma neppure vecchio.
E' un uomo semplice. Anche oggi è qui in biblioteca, come ogni giorno alla stessa ora.
Apre un libro e lo sfoglia.
E oggi mi ha colpito.
Ricevo una telefonata, devo uscire in fretta dalla parte "silenzio" della biblioteca. Lo scorgo tra gli scaffali, semi seduto a terra a guardare un libro di immagini. (quante cose si possono vedere in un secondo!!!).
Chiudo la telefonata e rientro. Ripasso tra gli scaffali e lui è ancora li. Guardo l'immagine. La fisso nella mente per poterla analizzare una volta seduta.
E ne ottengo la perfetta immagine di un bambino. Un bravo bambino, silnzioso, pulito ed educato che sfoglia un libro di immagini, semi seduto a terra, per stare più comodo. Solo con i capelli bianchi.
Mi rimetto a studiare e dopo un attimo lui è li, in piedi. A guardare noi, qui che studiamo. Solo che oggi lui guarda in un modo diverso.
I suoi occhi cercano.
Poi si piantano nei miei. Brividino. Lui sbatte un paio di volte le palpebre, sorride, ma come se tra i suoi pensieri fosse nata una battuta scherosa. Abbassa gli occhi e se ne va.
Chissà chi è.... Forse Danny Boodman T.D. Lemon Novecento
alla fine, da quella nave, ci è sceso.
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