lunedì 2 luglio 2012

Flah forward-mente

Incipit: Felice Maniero è un mafioso assassino. Punto. Rapine alle banche, alle poste, agli aeroporti e ALMENO sette omicidi; il che implica che posso essere di più. Il tutto circa vent'anni fa.
Tutti qui al Paesello se ne ricordano.
Bene.
Con queste premesse vi introduco ad una  mini-fiction on onda su Sky in questi giorni, e della quale ho visto solo la prima parte.
La fiction è tratta da un libro (Monica Zornetta, "La resa. Ascesa, declino e "pentimento" di Felice Maniero", Milano, Baldini Castoldi Dalai ed., 2010).
Il nome di Felice Maniero (detto CICE, o Faccia d'Angelo) non è mai nominato, i luoghi tipicamente lagunari non hanno nome e neppure locazione, ma è chiaro che si stà parlando di lui, della sua storia, anche se piuttosto romanzata.

Estaniamoci un secondo dal rapporto fiction-realtà, e fingiamo per un attimo che questo sia solo un film come tanti altri, un poliziesco vintage ambientato nel periodo del Boom economico veneto.
Ed è, a dirla tutta, pressochè perfetto.
Le location ti fanno respirare quell'aria particolare che ti porta a non vedere differenza tra lo schermo e quello che c'è fuori dalla mia finestra.
E gli attori...tutti con un perfetto accento veneto, dialetto tipico, modi di dire di casa sul grande schermo. (e ad essere sinceri noon proprio facile riprodurre la cadenza veneziana semza sembrare un mongoletto).
L'unica cosa che stona, è l'assena quasi assordante della bestemmia.
No, adesso non prendetela così, come se vessi detto una barzeletta sconcia in chiesa...ma insomma, dei tipici veneti, che han campato di terra ed agricoltura per anni, secondo te, se gli si inceppa il caricatore della pistola si limitano a mandarla repetinamente a funcoolo?
No! Scende un rosario di santi e sante da enciclopedia della bestemmia!
Ovvio, in tivvù mai e poi si può! -anche perchè NO- però fa sorridere notare questa cosa!

Ti trovi a stare quasi dalla parte di questo ragazzo di campagna (si, Campolongo Maggiore E' campagna inoltrata) che fa rapine per comprarsi il Ferrarino.
Piccolo lui! Ha passato la sua infanzia da "puareto"..mica vuole morirci, con le pezze al culo! Tra l'altro è pure intelligente! Non ha studiato e quindi va a far rapine. Logico e giusto.

Poi finisce il film e ti rendi conto della realtà.
Io ricordo ancora quando mio papà è tornato una sera a casa dal lavoro dicendo di aver dovuto fare la sua pausa pranzo nel più assoluto silenzio perchè nel tavolo a fianco al suo stavo seduto Cice. Il mio papà non è uno che ha paura, ma di certo quella sera non era divertito.
Per vedere la seconda puntata devo convincermi che è un film come tanti altri. E gustarlo per quello che è.
Un film con bravi attori. Con una bella fotografia e una colonna sonora particolare (Afterhours, mica caccole!).

1 commenti:

Massimiliano de Capua ha detto...

Sembra davvero non male raccontata da te... Quasi quasi la guardo... ops, non ho scai...
XD

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